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il vuoto dell'infinito
 
 
 
 
           
       

FABRUM ESSE

SUAE QUEMQE

 FORTUNAE 

 

se fossi un paio di scarpe:

ALL STARS!!!

 

 iL cOnFoRmIsMo DiSgUsToSo & iL fAlSo AnTiCoNfOrMiSmO aNcOrA pEgGiO... KURt CObaIn

 

 

IMMORTALI MORTALI, MORTALI IMMORTALI, MORENDO LA LORO VITA, VIVENDO LA LORO MORTE -Eraclito-

 
25 gennaio 2005

AMICO

AMICO...

Ti sorrido,

vulnerabile

ad ogni ferita.




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1 ottobre 2004

ore 23.47

Dimmi, chi è che attendi

e che brami di sognare,

sulle palpebre assopite

baciate dal sonno delle fate?

 

Dimmi, qual è il profilo

che intravedi accanto

quando la luminosa ombra della luna

disegna il contorno dei tuoi sospiri?

 

E dimmi, ora che l'albore

rischiara di nuovo il cielo

e ti avvolge il tuo nuovo respiro

chi desidereresti far sorridere?

 

Dimmi, quale pelle immagini toccare,

quale profumo che risvegli i tuoi venti,

ora, che i sogni della notte

rincorrono sull'eremo l'oblio?

 

E ora dimmi, dolce compagno di emozioni,

che il nostro incontro timido e fugace alla luce

e infinito nell'eterno sogno della notte

accende le tue tenebre e rinvigorisce i tuoi chiarori

come nella Notte e nel Giorno

mi accompagna il tuo pensiero.




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15 settembre 2004

ODORI D'AUTUNNO

In queste sere di settembre, con il freddo che già sfiora la pelle e ti fa rabbrividire dolcemente, se guardo le stelle mi vengono in mente alcuni versi di Guccini...

 

"Ma guarda quante stelle sterminate: che senso avranno mai? Che senso abbiamo? Sembrano dirci in questa fine estate: siamo e non siamo"

 

...in questa fine estate, quando già gli odori d'autunno si diffondono per le strade malinconiche, ringrazio per tutte le emozioni così intense che ho vissuto!




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21 giugno 2004

...un segreto che mi sono portata da Firenze...

"... Vorrei cantare il canto delle tue mani,
giocare con te un eterno gioco proibito
che l' oggi restasse oggi senza domani
o domani potesse tendere all' infinito ..."

"VORREI - FRANCESCO GUCCINI"




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6 maggio 2004

AD UNA DELLE PERSONE PIU' IMPORTANTI DELLA MIA VITA

Mi manchi sempre come allora... grazie per la tua presenza nella mia anima!


"E se io parto, mentre tu rimani... Sappi che continuerò a vivere, vibrando ad un ritmo diverso dietro a un velo che il tuo sguardo non potrà penetrare. Non mi vedrai, e allora dovrai aver fede. Vivi la tua vita in pienezza e, quando hai bisogno di me, sussurra il mio nome nel tuo cuore... E io sarò con te."


G R A Z I E   P E R   Q U E L L O   C H E   M I   H A I   D A T O,   S E M P R E ! ! !




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5 aprile 2004

L'EQUILIBRISTA

Il battito di un cuore

sul filo sospeso e scintillante

che oscilla, appesantito,

come gli specchi della luce vivace

nelle paillettes colorate.

 

E il sorriso disteso

come il tendone, dolce tetto,

nel volto incipriato,

maschera d'Oriente,

assorbe una lacrima,

ardente...

 

Ma quel pensiero è pesante

e occupa la mente

come i lenti passi dell'elefante

sul filo sospeso e scintillante...




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7 febbraio 2004

l'étrange blessure

"Hélas! j'étais seul, seul sur la terre! Une langeur secrète s'emparait de mon corps. Ce dégoût de la vie que j'avais ressenti dès mon enfance, revenait avec une force nouvelle."

tratto sa René di Chauteaubriand

'l'etrange blessure', 'le mal du siècle'... il male di vivere su cui tanto hanno scritto i poeti romantici e che affligge tutt'oggi i cuori sensibili di chi sente quest'infelicità, quest'indifferenza, questo 'male di vivere' crescergli dentro, insieme a lui, quasi fosse un organo vitale...

'questo disgusto per la vita che avevo sentito quand'ero bambino e che ora tornava con una nuova forza'
...eppure questo vittimismo ostentato costituisce il fascino di queste poesie cupe e malate. i poeti stessi ammettevano un certo benessere nel loro stato di eterna infelicità... una sorta di superiorità rispetto alla massa, felice nell'ipocrisia di false realtà prescritte...

penso che il male esista e cresca con chiunque, ma che ognuno lo affronti in maniera diversa. chiunque viene messo di fronte ad una realtà cattiva che provoca sofferenza, ma le reazioni possono essere ben diverse... il vittimismo, questa scelta di vita per alcuni non è che un rifiuto di tante responsabilità e colpe che chi soffre si ostina a non volersi accollare... non trovo giusta troppa comprensione per chi si infanga con le proprie mani in un destino da lui costruito così cupo...




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6 febbraio 2004

AMORE ABBANDONATO

"DELIRIA IL DESIDERIO, NELLA NOTTE, DI NON ESSERE MAI NATI"

 

Ungaretti - 'Vita d'un uomo'




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3 febbraio 2004

3 febbraio

grazie Danny!!!!

 




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1 febbraio 2004

e sorridevi e sapevi sorridere...

 

E sorridevi e sapevi sorridere coi tuoi vent' anni portati così,
come si porta un maglione sformato su un paio di jeans;
come si sente la voglia di vivere
che scoppia un giorno e non spieghi il perchè:
un pensiero cullato o un amore che è nato e non sai che cos'è.

Giorni lunghi fra ieri e domani, giorni strani,
giorni a chiedersi tutto cos' era, vedersi ogni sera;
ogni sera passare su a prenderti con quel mio buffo montone orientale,
ogni sera là, a passo di danza, a salire le scale
e sentire i tuoi passi che arrivano, il ticchettare del tuo buonumore,
quando aprivi la porta il sorriso ogni volta mi entrava nel cuore.

Poi giù al bar dove ci si ritrova, nostra alcova,
era tanto potere parlarci, giocare a guardarci,
tra gli amici che ridono e suonano attorno ai tavoli pieni di vino,
religione del tirare tardi e aspettare mattino;
e una notte lasciasti portarti via, solo la nebbia e noi due in sentinella,
la città addormentata non era mai stata così tanto bella.

Era facile vivere allora ogni ora,
chitarre e lampi di storie fugaci, di amori rapaci,
e ogni notte inventarsi una fantasia da bravi figli dell' epoca nuova,
ogni notte sembravi chiamare la vita a una prova.
Ma stupiti e felici scoprimmo che era nato qualcosa più in fondo,
ci sembrava d' avere trovato la chiave segreta del mondo.

Non fu facile volersi bene, restare assieme
o pensare d' avere un domani e stare lontani;
tutti e due a immaginarsi: "Con chi sarà?" In ogni cosa un pensiero costante,
un ricordo lucente e durissimo come il diamante
e a ogni passo lasciare portarci via da un' emozione non piena, non colta:
rivedersi era come rinascere ancora una volta.

Ma ogni storia ha la sua conclusione, stessa illusione,
e il peccato fu creder speciale una storia normale.
Ora il tempo ci usura e ci stritola in ogni giorno che passa correndo,
sembra quasi che ironico scruti e ci guardi irridendo.
E davvero non siamo più quegli eroi pronti assieme a affrontare ogni impresa;
siamo come due foglie aggrappate su un ramo in attesa.

"The triangle tingles and the trumpet plays slow"...

Farewell, non pensarci e perdonami se ti ho portato via un poco d' estate
con qualcosa di fragile come le storie passate:
forse un tempo poteva commuoverti, ma ora è inutile credo, perchè
ogni volta che piangi e che ridi non piangi e non ridi con me...

 

si tratta del testo di FAREWELL, una delle più belle canzoni di Francesco Guccini... in attesa del nuovo album che uscirà a fine febbraio...




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20 gennaio 2004

SCUSE...

VOLEVO CHIEDERE SCUSA AI FREQUENTATORI DI QUESTO BLOG, PER LA CATTIVA DISPOSIZIONE DELLO SPAZIO, MA HO ANCORA QUALCHE PROBLEMUCCIO... SPERO DI RISOLVERE AL PIù PRESTO...

CIAO A TUTTI!!!




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20 gennaio 2004

...SCRIVERE...

 

Eccomi davanti ad un foglio vuoto… il vuoto… è davvero impressionante il candore di questo bianco lucido, pronto a venire inciso e scalfito da qualsiasi pensiero possa passarmi nella testa… ed ecco che la mia mente si riempie di pensieri… mille pensieri… e ognuno cerca di prevaricare nell’altro per avere l’esclusiva e scalfirsi nel foglio… io sono bloccata davanti alla purezza del bianco… e ella mia testa il bene e il male guerreggia, l’ottimismo e il pessimismo, l’inverno e l’estate, il caldo e il freddo… ognuno occupa un istante e io non riesco a coglierne l’essenza ma solo la presenza… e quel foglio bianco, così pallido e lucido, rappresenta tutto questo per me…

Ogni cosa che si possa pensare, immaginare, scrivere, disegnare, cancellare, imprimere in quel foglio, con l’esclusiva del momento… e rimarrà là per sempre.. addirittura quando il foglio sarà strappato e maltrattato… quel pensiero eterno, non si cancellerà… scalfito, immortale… ma come scegliere fra mille pensieri?

Il tempo si ferma e la mente si svuota… una parola dietro l’altra, una dietro l’altra, ordinatamente, senza sorpassi, senza nessuna evasione arrivano alla mia mente, e le mie dita scorrono, stringo la penna e fisso l’inchiostro… nemmeno io so il significato di quelle parole… così pure e sincere da far male… così vive e piene di luce da accecarti… ecco, scrivo, e libero i pensieri… ma allo stesso tempo li incateno a quel foglio, dalla purezza violata…

Parole, parole e parole… che sono pensieri, che a loro volta sono emozioni…

un foglio di carta da buttare, accartocciato nel cestino…

emozione viva e schietta…




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3 gennaio 2004

PEZZI DI VETRO - F.DE GREGORI

L'uomo che cammina sui pezzi di vetro
dicono ha due anime e un sesso di ramo duro in cuore
e una luna e dei fuochi alle spalle mentre balla e balla,
sotto l'angolo retto di una stella.
Niente a che vedere col circo,
nè acrobati nè mangiatori di fuoco,
piuttosto un santo a piedi nudi,
quando vedi che non si taglia, già lo sai.

Ti potresti innamorare di lui,
forse sei già innamorata di lui,
cosa importa se ha vent'anni
e nelle pieghe della mano,
una linea che gira e lui risponde serio
"è mia"; sottindente la vita.

E la fine del discorso la conosci già,
era acqua corrente un pò di tempo fà che ora si è fermata qua.
Non conosce paura l'uomo che salta
e vince sui vetri e spezza bottiglie e ride e sorride,
perchè ferirsi non è impossibile,
morire meno che mai e poi mai.

Insieme visitata è la notte che dicono ha due anime
e un letto e un tetto di capanna utile e dolce
come ombrello teso tra la terra e il cielo.
Lui ti offre la sua ultima carta,
il suo ultimo prezioso tentativo di stupire,
quando dice "È quattro giorni che ti amo,
ti prego, non andare via, non lasciarmi ferito".

E non hai capito ancora come mai,
mi hai lasciato in un minuto tutto quel che hai.
Però stai bene dove stai. Però stai bene dove stai.




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3 gennaio 2004

JAQUES PREVERT

SABLES MOUVANTS

Démons et merveilles
Vents et marées
Au loin déjà la mer s’est retirée
Et toi
Comme une algue doucement caressée par le vent
Dans les sables du lit tu remues en rêvant
Démons et merveilles
Vents et marées
Au loin déjà la mer s’est retirée
Mais dans tes yeux entrouverts
Deux petites vagues sont restées
Démons et merveilles
Vents et marées
Deux petites vagues pour me noyer.

SABBIE MOBILI

Demoni e meraviglie
Venti e maree
Lontano già si è ritirato il mare
E tu
Come alga dolcemente accarezzata dal vento
Nella sabbia del tuo letto ti agiti sognando
Demoni e meraviglie
Venti e maree
Lontano già si è ritirato il mare
Ma nei tuoi occhi socchiusi
Due piccole onde son rimaste
Demoni e meraviglie
Venti e maree
Due piccole onde per annegarmi.




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24 novembre 2003

BARATRO

Ammetto che ci sono momenti in cui ti vorresti buttare giù... eppure non lo fai mai, anche se il peso della malinconia è tanto e oltre ai tuoi mali ti senti carico delle sofferenze di chi ti sta attorno... la tua empatia ti fa sentire peggio... in quei momenti mi vengono spesso in mente molte parole... e le parole spesso si uniscono da sole, il pensiero si fa carta e penna dalla quale escono quelle parole e compongono versi... in parte misteriosi, in parte fin troppo schietti... baratro è una parola che mi spinge verso il basso, che quando sono felice e sorridente mi fa venire i brividi e fare un sorriso con le labbra serrate...
il ricordo di uno di quei giorni e di una sensazione è espresso dai versi che scrivo qui sotto... in quel momento non pensavo a cosa scrivere ma descrivevo un'immagine che la mia mente aveva collegato alla parola 'baratro' e a quello che provavo in quel momento, senza che io me ne rendessi conto... poi mi sono svegliata, uscita dall'ecstasy di quel momento... ho riletto quello ceh avevo scritto... l'emozione era già passata, mi aveva attraversato così, era passata, mi ha segnato e se n'è andata come tante altre hanno fatto e faranno ancora...

L'acqua brucia
come il dolore infuocato
di chi non ha sostenuto
l'ala ferita di un angelo tetro

É un peso senza vita
che cade nel buio
in un bocca che affoga
affamata di morte

Ma cerca salvezza nell'aria impura
che ha perso l'innocenza
dissacrata da quella piuma
penetrata profonda
nei più cupi pensieri
smarrendo la luce fioca
di un'illusione fasulla

E la scogliera artigliosa strappa ogni tessuto,
morbosamente ricerca una goccia di sangue
e solo le lacrime appassiscono
i ricordi eterei
di un'esistenza immaginata
da una mente malata...




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24 novembre 2003

ANIMA VUOTA

É gelida
la vicinanza di marmorei corpi affusolati;
la ricerca ostentata di un amplesso senza amore.

Tagliente
una lama che divide il complementare
e rigide catene irriverenti
che alimentano il desiderio impuro

Finché si lacera e si strappa il lembo di carne muta

E non c'è gemito di passione
ma solo il grido senza voce
di un dolore

...si tratta di qualche verso che ho buttato giù in un momento ispirato... penso che esprima l'anima vuota... la perdita della capacità di apprezzare fino in fondo il gusto delle cose... mi è capitato di agire senza provare emozione... e la mia anima era vuota... fredda, un pezzo di marmo... un corpo animato da qualcosa di insensato... senza emozioni, penso sia una specie di difesa dalle emozioni negative... per evitare di soffrire si cerca di rendersi impermeabili a tutto... ma non dura a lungo, almeno per me non è stato così... la mia anima ha urlato... e ha urlato forte... finchè non si è liberata e sono tornata quella di sempre... però mi è appartenuta un'anima vuota, un 'empty soul' per un certo periodo... ed è dopo quel periodo che ho imparato a riconoscere le emozioni e a vivere le esperienze forti... penso sia necessario svuotarsi per potersi riempire... se dovessi dare un consiglio inviterei tutti ad eliminare il superfluo per potersi arricchire di esperienze nuove, costruttive e indelebili...




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24 novembre 2003

RESPIRO

È un momento, un attimo, le labbra si separano lentamente e nel tuo riempire il petto ingoi l’infinito… un respiro… non rifletti nemmeno… assorbi da quel momento la tua linfa vitale e non ci rifletti nemmeno, non comprendi ancora che già il tuo petto si riempie di nuovo, e ancora… ed è vita… si respira l’aria, se ne trae l’ossigeno, si riempiono i polmoni… e si respira l’anima… e cosa se ne trae? Hai bisogno di lui, del suo respiro, non ci rifletti, ma vuoi sentirlo accanto mentre respira, battere ad unisono con te, vivere dello stesso ossigeno, scambiare reciprocamente attimi di vita… ed è bisogno… ed è desiderio… e quando vorrai respirargli accanto per trarre ciò che solo lui ti può dare per riempirti fino alla profondità della tua anima con la sua, imparerai ad amare quel respiro, linfa vitale, ossigeno. E amerai anche lui…




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